Vivere di trading? Ti dico come stanno le cose davvero
💫 MR. CIP 💫4 min read·Just now--
Un’analisi onesta su trading, investimenti, crypto — e perché nessuno di questi è un piano A.
Ogni tanto mi arriva un messaggio con una domanda che suona più o meno così:
“Ho letto che si può andare in pre-pensionamento vivendo di investimenti e trading. È vero? Da dove comincio?”
La risposta breve è: no, non è vero. O meglio — non è così semplice, e quasi certamente non funziona come te l’hanno raccontata.
La risposta lunga è questo articolo.
Il mito del trader che vive di rendita
Prima di tutto, facciamo chiarezza su una cosa: io faccio trading. L’ho fatto per anni, ci ho perso, ci ho imparato, ho corretto gli errori — tantissimi — e alla fine ci guadagno. Poco. E con rischio continuo.
Non lo dico per scoraggiarti. Lo dico perché è la realtà, e preferisco dartela dritta piuttosto che venderti un sogno.
Se qualcuno ti dice qualcosa del tipo:
- “Faccio il 5% al mese fisso”
- “Vivo di trading con 5.000 euro”
- “Ho una strategia infallibile”
- “Puoi guadagnare in modo passivo e stabile”
…o ti sta mentendo, o ci crede davvero. Il che, in un certo senso, è anche peggio.
I dati: tra il 70 e il 90% dei trader retail è in perdita. Non è una stima vaga — in molti paesi europei gli intermediari finanziari sono obbligati per legge a pubblicare questa percentuale. Puoi andare a verificarla.
E poi c’è la questione del lavoro: il trading è un mestiere. Come qualsiasi altro, richiede studio, disciplina, tempo, e una certa resistenza psicologica che si costruisce solo con l’esperienza. Non si improvvisa.
Il problema strutturale: l’incertezza
La caratteristica critica del trading — quella che lo rende fondamentalmente inadatto come fonte di reddito stabile — è l’alta incertezza.
Puoi fare un’analisi perfetta. Puoi avere una strategia solida. Puoi fare tutto bene. E poi domani mattina Trump si sveglia e dice che invade il Qatar. Magari non lo fa — magari è solo rumore. Ma i mercati hanno già reagito, e il tuo trade è andato storto.
Si vince. Si perde. L’obiettivo ovviamente è vincere più di quanto si perde, ma non è mai garantito. E su qualcosa che non è garantito non si costruisce una vita.
Allora cosa puoi fare? Le opzioni reali
Non voglio lasciarti con un semplice “non funziona”. Ci sono opzioni concrete, ognuna con le sue caratteristiche. Vediamole.
1. Investimenti ad alto rischio (piattaforme non regolate)
Ti faccio un esempio personale.
Lo scorso agosto ho investito 2.000 euro su una piattaforma che mi aveva pagato come compenso per una campagna marketing che gli avevo fatto. La compagnia non è certificata, ha sede alle Seychelles — noto paradiso fiscale — e mi genera circa il 2,5% a settimana.
Sembra bello. Ma ci sono due problemi enormi:
Primo: domani potrebbe chiudere. Sparire. Ciao soldi. Non è uno scenario remoto — è il rischio reale di operare con entità non regolate.
Secondo: il 2,5% a settimana su 2.000 euro sono circa 200 euro al mese di interessi. Ma prima devi recuperare il capitale, quindi i guadagni li vedi dopo — e solo se e quando riesci a ritirare tutto.
Certo, se invece di 2.000 euro ne metti 20.000, arrivi a circa 2.000 euro al mese. Ma stai mettendo 20.000 euro — che per la maggior parte delle persone non sono noccioline — su qualcosa ad altissimo rischio. È una scommessa, non un piano.
2. Investimenti in prodotti regolati
Esistono prodotti simili, con compagnie regolate e certificate, che offrono rendimenti più bassi ma molto più affidabili. Meno rischio, meno guadagno — ma molta più tranquillità.
Una nota importante, però: tenere i soldi fermi non è una strategia sicura. L’inflazione erode il valore del capitale nel tempo. Quindi muovere i soldi — in qualche forma di investimento — ha sempre senso. La differenza è tra muovere il capitale per non perderlo e contarci per vivere.
3. Crypto holding (HODL)
Con le criptovalute esiste quello che viene chiamato holding — o HODL nel gergo del settore: compri uno o più asset e li tieni, sperando che nel lungo periodo il valore aumenti.
Qualche numero concreto per capire di cosa parliamo, usando Bitcoin come esempio:
- Nell’ultima settimana ha guadagnato circa il 10%: 1.000 euro investiti una settimana fa oggi varrebbero circa 1.100 euro.
- Rispetto a un anno fa, però, è sceso del 7%.
- A ottobre scorso aveva raggiunto i 125.000 dollari per BTC, partendo da circa 16.000 a inizio 2024: chi avesse investito 1.000 euro a gennaio 2024 avrebbe avuto circa 10.000 euro a ottobre, e oggi ne avrebbe circa 6.000.
Morale: le opportunità esistono. Ma richiedono sangue freddo, tempismo, e la capacità di aspettare — magari anni — senza farti prendere dal panico nelle fasi di crollo. Che ci saranno.
La sintesi onesta
Queste opzioni — trading attivo, holding di crypto, investimenti alternativi — sono strumenti utili per muovere il capitale, diversificarlo, e magari ottenere degli extra.
Non sono un piano A. Non sono un reddito su cui costruire una vita, a meno che tu non disponga già di un capitale molto significativo da investire.
Una strategia bilanciata può darti degli extra interessanti. Può aiutarti a non perdere valore per l’inflazione. Può, con un po’ di fortuna e le decisioni giuste, farti guadagnare cifre interessanti. Ma il colpo di fortuna non è una strategia — è, per definizione, qualcosa su cui non puoi contare.
E chiunque ti dica il contrario — specialmente se ti sta vendendo un corso, un sistema, o una piattaforma — vale la pena chiedersi cosa ci guadagna.
Hai domande su questo argomento? Scrivimi — rispondo sempre.