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Perché l’APY non è il vero punto della nuova proposta CRO

By Piero Pasquariello · Published May 8, 2026 · 7 min read · Source: DeFi Tag
Blockchain
Perché l’APY non è il vero punto della nuova proposta CRO

Perché l’APY non è il vero punto della nuova proposta CRO

Piero PasquarielloPiero Pasquariello6 min read·1 hour ago

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Una spiegazione semplice della nuova proposta CRO: non solo staking reward, ma anche funding, revenue, exit commitment e sostenibilità

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Quando si parla della nuova proposta CRO, la prima cosa che molti guardano è l’APY.

È normale.

L’APY è facile da leggere.
È facile da confrontare.
È facile da commentare.

Nella proposta ufficiale vengono mostrati APY illustrativi più o meno così:

Questi numeri aiutano a capire la struttura del sistema a tier.

Ma non raccontano tutta la storia.

La domanda vera non è solo:

Quanto rende lo staking?

La domanda più importante è:

Da dove arrivano quei reward?

Ed è qui che la proposta diventa davvero interessante.

Il punto centrale è il modello di funding

Il cambiamento più importante non è l’APY in sé.

Il punto centrale è il passaggio graduale da un modello di staking reward finanziato soprattutto dall’inflazione a un modello sempre più collegato a revenue reale.

Detto semplice: nel tempo, i reward CRO dovrebbero dipendere meno da nuove emissioni e più dall’attività economica generata da Cronos App e dall’ecosistema Cronos.

Questo è importante perché ogni reward deve avere una fonte.

Se i reward arrivano principalmente da nuove emissioni, il sistema può sostenere lo staking, ma aumenta anche la pressione sulla supply.

E questo conta ancora di più perché CRO è già vicino al cap massimo di 100 miliardi di CRO.

La proposta non cambia questo limite.

Introduce invece un meccanismo di inflation decay, cioè una riduzione graduale delle nuove emissioni nel tempo.

Quindi sì, l’APY si nota subito.

Ma il vero tema è cosa c’è dietro quell’APY.

Cosa significano davvero gli APY proposti

Gli APY indicati nella proposta vanno letti con attenzione.

Sono numeri illustrativi, non una promessa fissa per sempre.

La proposta descrive un modello in cui:

Quindi gli APY sono utili per capire la struttura.

Ma non vanno trattati come garanzie.

L’idea più importante è un’altra: chi sceglie un commitment più lungo può ricevere reward potenzialmente più alti, mentre il sistema prova a spostarsi verso una struttura più sostenibile.

Ecco perché l’APY attira l’attenzione, ma non è il vero punto.

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Tiered staking: non è un deposito bloccato

Questa è la parte da spiegare meglio.

Il tier scelto non va interpretato come un classico deposito bloccato che parte dal giorno in cui entri.

Il modo più corretto per capirlo è questo:

il tier rappresenta il tuo exit commitment, cioè il periodo di preavviso per uscire.

In pratica, puoi restare nel tier quanto vuoi e continuare a ricevere il bonus APY.

Il timer parte solo quando decidi di uscire e avvii l’exit.

Esempio con Tier 3:

Quindi non è corretto dire:

“i fondi sono bloccati per 4 anni da quando entri”

È più corretto dire:

“devi dare 4 anni di preavviso quando decidi di uscire”

La differenza è enorme.

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Cosa succede dopo l’exit commitment

Un altro punto importante: uscire da un tier e fare unstake dei CRO non sono la stessa cosa.

Quando termina l’exit commitment, ci sono due possibilità.

Opzione 1: Instant Exit

Con Instant Exit:

Quindi non sei più nel tier, ma continui comunque a fare staking.

Non sei obbligato a fare unstake.

Opzione 2: Standard Unbonding

Con Standard Unbonding:

Quindi i 28 giorni si applicano quando decidi di fare unstake e vuoi ottenere CRO liquidi.

Non scattano automaticamente solo perché esci dal tier.

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Un esempio semplice

Immagina che il tuo exit commitment del Tier 1 finisca oggi.

A quel punto puoi scegliere.

Puoi fare Instant Exit se non hai bisogno subito di CRO liquidi.

In quel caso:

Poi, magari un mese dopo, decidi che vuoi fare unstake.

Solo in quel momento usi lo Standard Unbonding.

Da lì parte il normale periodo di 28 giorni.

Alla fine di quei 28 giorni, i CRO diventano trasferibili.

Per questo dire semplicemente “exit commitment più 28 giorni” può essere impreciso.

È vero solo se l’utente decide anche di fare unstake.

Se invece esce dal tier ma resta in staking, il periodo di unbonding non parte automaticamente.

Gli staker attuali non sono obbligati a cambiare

Per chi sta già facendo staking, la proposta è opt-in.

Se non fai nulla, la tua delega continua al base rate.

Se invece scegli di entrare in un tier, la proposta indica che si può fare con una singola transazione.

Questo significa:

In più, mantieni:

Questo è importante perché un cambio di tokenomics non dovrebbe costringere gli utenti normali a una migrazione complicata.

La proposta lascia scelta.

Perché Cronos App diventa importante

La terza parte importante è la revenue.

La proposta indica Cronos App e l’attività dell’ecosistema Cronos come possibili fonti future di revenue.

Queste revenue possono arrivare da elementi come:

L’obiettivo è collegare i reward dello staking a un utilizzo reale dell’ecosistema.

Ma questo non succede dall’oggi al domani.

Per questo la proposta prevede una fase di transizione.

Le emissioni si riducono gradualmente, mentre la strategic reserve può funzionare da ponte durante il cambiamento.

La direzione finale è chiara: dare più peso alla revenue reale nel funding dei reward.

Anche la trasparenza conta

Un modello basato su revenue ha bisogno di visibilità.

Gli utenti devono poter capire da dove arrivano i reward, come cambia la supply e come vengono usati i flussi di revenue.

Nel blog ufficiale viene indicata anche l’intenzione di introdurre una pagina tokenomics dedicata su cronos.com, con più visibilità su:

Questo è importante perché un modello del genere non dovrebbe basarsi solo sulla fiducia.

Dovrebbe essere leggibile, verificabile e tracciabile onchain.

In breve

Conclusione

La cosa più importante da capire è semplice.

La nuova proposta CRO non parla solo di percentuali.

Parla di struttura.

Gli APY servono a spiegare il sistema a tier, ma il cambiamento più profondo riguarda il modo in cui i reward vengono finanziati.

L’obiettivo è spostare gradualmente CRO da un modello basato soprattutto su emissioni a un modello più collegato alla revenue reale dell’ecosistema.

Questo non significa che tutto sia automatico o garantito.

È ancora una proposta di governance.

Gli utenti dovrebbero leggere le fonti ufficiali, capire bene i meccanismi e seguire gli aggiornamenti prima di prendere qualsiasi decisione.

Questo articolo non è un consiglio finanziario, ma una spiegazione semplice per capire meglio il tema.

Per altri contenuti semplici su Cronos, CRO e Web3, visita pieropasquariello.com o seguimi su X.

English version:
https://medium.com/@pieropasquariello/why-the-apy-is-not-the-main-story-278033be3d7b

Fonti ufficiali:

Read full proposal:
https://blog.cronos.com/p/a-new-era-for-cro

Technical proposal / FAQ:
https://github.com/crypto-org-chain/chain-main/discussions/1291

Official Cronos website:
https://cronos.com

Official Cronos App updates on X:
https://x.com/CronosApp

This article was originally published on DeFi Tag and is republished here under RSS syndication for informational purposes. All rights and intellectual property remain with the original author. If you are the author and wish to have this article removed, please contact us at [email protected].

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